Visualizzazione post con etichetta decorazione invernale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta decorazione invernale. Mostra tutti i post

Acer palmatum 'Sango Kaku'




famiglia: Sapindaceae
sinonimo: Acer palmatum 'Senkaki'
nome comune: acero giapponese



ETIMOLOGIA: il nome del genere è coniato dal termine latino acer (duro, aspro) per la particolare durezza del legname. L'attributo specifico latino palmatum (a forma di palmo)  è riferito alla forma palmata delle foglie. Il nome varietale giapponese sango kaku significa letteralmente 'torre di corallo', a causa dei giovani rami color rosso corallo









'Sango Kaku' è una varietà ornamentale molto vigorosa e dalla rapida crescita, piuttosto simile alla specie tipo, differenziandosene principalmente per la vistosa colorazione dei giovani rami, che sono di color rosso corallo molto brillante, tanto più intenso in relazione alla giovane età degli rami stessi. In primavera ed autunno questa colorazione è ancora più intensa, divenendo poi particolarmente spettacolare in inverno, coi rami spogli, specialmente in contrasto al colore bianco della neve. Le foglie, di colore verde pallido, hanno il margine doppiamente serrato, talvolta in quelle appena spuntate colorato di arancio (come in 'Katsura'). In estate il colore verde schiarisce per poi assumere tonalità che vanno dal giallo dorato all'albicocca al rosso in autunno prima della caduta. È una varietà a portamento eretto che può raggiungere i 7-8 metri di altezza ed i 5-6 metri di diametro della chioma. cresce bene in terreni fertili e freschi, ben drenati, a reazione sub-acida, in posizione semi-ombreggiata e riparata dai forti venti. È pianta dal notevole valore paesaggistico, sia per il colore autunnale del fogliame sia per il colore della corteccia (nei paesi anglosassoni è chiamato per questa caratteristica 'Coral Bark Japanese Maple'), per cui la sistemazione in giardino deve essere particolarmente oculata, possibilmente in un sito dove possano essere esaltate le sue caratteristiche particolari



Acer palmatum 'Crimson Queen'




famiglia: Sapindaceae
sinonimo: Acer palmatum var. dissectum 'Crimson Queen'
nome comune: acero giapponese rosso




ETIMOLOGIA: il nome del genere è coniato dal termine latino acer (duro, aspro) per la particolare durezza del legname. L'attributo specifico latino palmatum (a forma di palmo)  è riferito alla forma palmata delle foglie. Il nome della varietà dissectum è riferito alla fine laciniatura delle foglie, mentre atropurpureum significa 'purpureo tendente al nero'






 





si tratta di una varietà ornamentale ricavata a metà degli anni '60 dal 'Dissectum Atropurpureum', una forma seminana alta fino ad 1,5-2 metri, dalla crescita lenta, con chioma molto estesa orizzontalmente (anche 2,5 metri), pendula, ad ombrello od a cupola e rami che possono arrivare fino a livello del terreno. Il tronco è corto, con corteccia di colore grigiastro, mentre i giovani rami sono rossi. Le foglie, finemente laciniate, emergono in primavera di un bel colore rosso porpora e, se protette dall'insolazione diretta, permangono di questo colore, con leggere sfumature verdi, anche per tutta l'estate. Se esposte ad una luce molto forte virano maggiormente verso il verde, mentre il sole estivo diretto, specialmente al pomeriggio, può farle virare verso il bronzeo o addirittura farle appassire, deturpando l'aspetto ornamentale dell'intera pianta. In novembre, prima di cadere, il fogliame assume una colorazione rosso cremisi molto brillante e vistosa. Contemporaneamente alla comparsa delle foglie si ha quella dei fiori, di colore rosso, che sono piccoli e poco appariscenti, venendo subito mascherati dall'accrescersi delle foglie stesse. Molto presto i fiori si trasformano in piccole disamare rosse.
Il cambio di colore delle foglie durante lo svolgersi delle stagioni e la bellezza dell'intrico dei rami durante l'inverno rendono questa varietà particolarmente interessante e decorativa tutto l'anno


Acer palmatum 'Dissectum Atropurpureum'




famiglia: Sapindaceae
sinonimo: Acer palmatum var. dissectum 'Atropurpureum'
nome comune: acero giapponese rosso




ETIMOLOGIA: il nome del genere è coniato dal termine latino acer (duro, aspro) per la particolare durezza del legname. L'attributo specifico latino palmatum (a forma di palmo)  è riferito alla forma palmata delle foglie. Il nome della varietà dissectum è riferito alla fine laciniatura delle foglie, mentre atropurpureum significa 'purpureo tendente al nero'










si tratta di una varietà ornamentale derivata dall'Atropurpureum, alta fino a 4-5 metri, molto bella e diffusa grazie alla chioma molto compatta, obrelliforme, con rami dal portamento pendulo che possono anche arrivare a livello del terreno. Le foglie sono palmate e profondamente lobate, finemente laciniate, tanto che la lamina fogliare appare soltanto per un breve tratto intorno alle nervature, di colore rosso brillante in primavera, più cupo in estate e poi rosso scarlatto brillante ed arancio in autunno. Il tronco, solitamente sinuoso e contorto, può essere singolo o multiplo, con la corteccia di colore grigio, mentre i giovani rametti sono rossastri. È un'eccellente pianta sia per la coltivazione in piena terra sia per quella in vaso, in terreno ricco di sostanza organica, ben drenato, sub-acido e posizione fresca ma molto luminosa. Teme i climi caldi e secchi e può crescere anche in esposizioni più ombreggiate, dove però il fogliame assume colorazioni meno vive. Questa varietà è anche molto apprezzata per la realizzazione di bonsai




Magnolia grandiflora L. 1753



famiglia: Magnoliaceae
nomi comuni: magnolia, magnolia sempreverde


ETIMOLOGIA: il nome generico è stato coniato da Linneo in onore di Pierre Magnol (1638-1715), botanico e medico francese, direttore dell'orto botanico di Montpellier ed autore di diverse opere sulle piante, uno tra gli innovatori dello schema di classificazione botanica attualmente in uso. L'attributo specifico latino grandiflora (a fiori grandi) è riferito alle particolare dimensioni dei fiori in questa specie





 la magnolia è un grande albero sempreverde alto fino a 25-30 metri originario delle zone sud-orientali degli Stati Uniti, dalla Virginia a sud fino alla Florida ed al Golfo del Messico, arrivando ad ovest fino al Texas ed all'Oklahoma, dove vive lungo le sponde dei fiumi o nei luoghi umidi delle pianure costiere. Questa specie fu introdotta in Europa all'inizio del XVII° secolo e piantata a scopo ornamentale a partire dal 1837: da allora si è ampiamente diffusa in parchi e giardini, tanto da diventare una delle piante più presenti ed impiegate. Nei nostri climi ha quasi sempre una crescita più ridotta rispetto alle zone d'origine, superando raramente i 15 metri d'altezza, se non in esemplari molto vecchi.
È un albero longevo, dalla crescita molto lenta, che difficilmente riesce a fiorire prima di aver raggiunto i 20 anni d'età. Predilige posizioni soleggiate o semi-ombreggiate (consigliabili nelle zone a clima molto caldo) e terreni profondi, freschi e ben drenati, ricchi di sostanza organica e tendenzialmente acidi; nei terreni calcarei e molto argillosi la vegetazione è assai più stentata. Le giovani piante vanno annaffiate abbondantemente, senza creare ristagni idrici e lasciando asciugare il terriccio tra un'irrigazione e l'altra.
In generale la magnolia ama un clima estivo umido e piovoso, ma resiste bene sia al caldo afoso sia al gelo, se questo se non è protratto per troppo tempo: infatti pur essendo una pianta molto rustica può talvolta essere danneggiata dalle gelate tardive, che ne compromettono la fioritura. Non è soggetta agli attacchi dei parassiti e non teme in alcun modo l'inquinamento dell'aria, risultando quindi assai adatta a vivere nelle grandi città. Ha dato origine ad oltre cento cultivar selezionate dai vivaisti e coltivate a scopo ornamentale


la magnolia ha una chioma densa e tendenzialmente piramidale, con un tronco robusto, quasi sempre ramificato fin dalla base. La corteccia è liscia e bruna nelle giovani piante, mentre col tempo tende a fessurarsi longitudinalmente in placche suberose




le gemme ed i piccoli rami appena formatisi sono pubescenti, diventando glabri in breve tempo. Le foglie sono semplici, alterne, ellittiche, brevemente picciolate, lunghe fino a 20 centimetri, con margine liscio leggermente revoluto (rivolto verso il basso), apice acuminato e lamina coriacea, rigida e cuoiosa, di colore verde scuro lucente sulla pagina superiore, mentre la pagina inferiore è leggermente tomentosa, opaca alla vista, di colore bronzeo o rugginoso, in particolare nelle foglie giovani. Hanno una durata di circa 2 anni, dopodiché cadono e si rinnovano





i fiori, deliziosamente profumati, dalla forma di coppa, compaiono da maggio fino a settembre. Sono ermafroditi, di colore bianco-crema e sbocciano solitari all'apice dei rametti prodotti nell'anno, raggiungendo i 20 centimetri di larghezza: la loro durata è piuttosto breve, ma i fiori appassiti vengono continuamente sostituiti da altri continuamente formati dalle gemme apicali, cosicchè la fioritura è assai prolungata nel tempo




i frutti sono acheni riuniti in infruttescenze simili a pigne, erette ed alte fino a 10-12 centimetri, molto persistenti, che dapprima sono chiare e verdastre, poi con la maturazione assumono una colorazione rosso-bruna: a maturità ogni singolo achenio si apre e lascia fuoriuscire e cadere a terra dei semi color rosso corallo, lucidi e carnosi


Corylus avellana 'Red Majestic'

famiglia: Betulaceae
nome comune: nocciolo contorto purpureo

ETIMOLOGIA: il nome generico proviene dall'antico termine greco con cui veniva denominata questa pianta, a sua volta originatosi da kòris (elmo), in riferimento all'involucro membranoso che ricopre la testa del frutto. L'attributo specifico deriva dal nome del paese di Avella, cittadina campana ai confini tra Sannio ed Irpinia nota sin dai tempi degli antichi Romani per la fiorente attività di produzione delle nocciole



è una varietà di nocciolo a rami tortuosi, presentata per la prima volta dal noto vivaio inglese Notcutt's al Chelsea Flowers Show del 2003, dopodichè ha riscosso un  ampio successo in quanto assomma le caratteristiche ornamentali positive del nocciolo contorto (Corylus avellana 'Contorta') a quelle del nocciolo purpureo (Corylus maxima 'Purpurea'). È un grande arbusto a lenta crescita, che può arrivare ad un'altezza di 250 centimetri, molto rustico, facile da coltivare in quanto si adatta alle più diverse condizioni climatiche e pedologiche. Predilige posizioni soleggiate, ma vegeta abbastanza bene anche a mezz'ombra. Le potature non sono necessarie, se non una cimatura nei primi anni per infittire la vegetazione e una monda estiva per eliminare i rami secchi


è un arbusto ornamentale in tutte le stagioni dell’anno, sia all’inizio della primavera, quando si aprono i fiori maschili (amenti) di color rosa, pieni di polline ed anche in autunno, quando dalle piante adulte si possono cogliere i frutti, nocciole rosse, non certo paragonabili come grossezza e bontà alle varietà da frutto, ma comunque buone da mangiare. Un accorgimento importante, visto che le piantine sono innestate a livello del terreno, è l'eliminazione, almeno due volte l’anno, dei i polloni selvatici che si originano dal portainnesto. Si riconoscono bene perché nascono al livello del terreno o addirittura sotto, crescono dritti e con le foglie verdi (si possono notare anche nell'immagine sovrastante). Se non si fa questa semplice operazione questi prenderanno il sopravvento sulla parte superiore e nel giro di pochi anni la pianta si trasformerà in un nocciolo selvatico



le foglie sono simili a quelle del nocciolo contorto, ampie e cordate ad apice arrotondato, dentate, leggermente grinzose, larghe fino a 10 centimetri, di colore rosso porpora brillante in primavera. In estate il colore vira verso un rosso-verdastro per tornare poi di nuovo tendente al rosso in autunno, prima della caduta


Corylus avellana 'Contorta'

famiglia: Betulaceae
nome comune: nocciolo contorto, nocciolo tortuoso


ETIMOLOGIA: il nome generico proviene dall'antico termine greco con cui veniva denominata questa pianta, a sua volta originatosi da kòris (elmo), in riferimento all'involucro membranoso che ricopre la testa del frutto. L'attributo specifico deriva dal nome del paese di Avella, cittadina campana ai confini tra Sannio ed Irpinia nota sin dai tempi degli antichi Romani per la fiorente attività di produzione delle nocciole



è una varietà di nocciolo a rami tortuosi, molto popolare tra gli amanti del giardinaggio, selezionata intorno al 1863 in un vivaio inglese. Ha una crescita molto lenta e può raggiungere a maturità un'altezza massima di 250 centimetri. Predilige le zone soleggiate, con tolleranza di qualche ora di mezz'ombra, ma protette dai venti forti ed un terreno fertile, ben drenato (con ghiaietto o argilla espansa nel fondo del vaso o della buca di piantagione), annaffiature regolari ed una somministrazione di concime liquido per piante verdi a cadenza quindicinale dalla primavera all'estate con l'acqua di irrigazione. Nei primi anni, in febbraio, si potrà dare effettuare una leggera potatura, tagliando a metà i germogli dell'anno precedente, in modo da stimolare la cacciata di rami nuovi. All'inizio dell'estate è opportuno anche controllare l'emissione di polloni radicali, estirpandoli ed utilizzandoli eventualmente, se hanno radici, per creare nuove piantine



l'arbusto è particolarmente decorativo in inverno quando perde le foglie e scopre i suoi rami curiosamente tortuosi e zigzaganti, talvolta addirittura annodati su loro stessi ed anche per le lunghe infiorescenze maschili pendule di colore giallo pallido, che compaiono in febbraio-marzo. Il difetto è che in estate la rigogliosità del fogliame nasconde i rami e la pianta assomiglia a un comune nocciolo




le foglie sono simili a quelle del nocciolo comune, ampie e cordate ad apice arrotondato, dentate, leggermente grinzose, larghe fino a 10 centimetri